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Assitol: Italia schiacciata da produzione olio Mediterraneo, competitività a rischio

Allarme di Assitol sulla competitività dell'olio d'oliva italiano: frena la produzione interna mentre la Spagna registra volumi record.

Distesa di olivi nel bacino del Mediterraneo
In breve
  • La produzione italiana di olio d'oliva è stimata attorno alle 260mila tonnellate.
  • La Spagna prevede un raccolto record di 1,6 milioni di tonnellate.
  • Assitol segnala costi di produzione strutturalmente elevati per l'Italia.
  • Il Documento elettronico olivicolo impone registrazioni entro tre giorni.

Il comparto olivicolo italiano si trova ad affrontare una fase di marcata incertezza economica, che impone una profonda riorganizzazione del mercato. A pesare sul settore è soprattutto il calo della produzione interna, stimata intorno alle 260mila tonnellate, che contrasta con la ripresa registrata nell'intero bacino del Mediterraneo. Tra i dati che emergono figurano le previsioni record della Spagna, confermata leader mondiale del comparto, che punta a quota 1,6 milioni di tonnellate.

Questo divario produttivo ha innescato una contrazione delle quotazioni internazionali, riducendo i margini di manovra per l'olio italiano, penalizzato da costi di produzione strutturalmente elevati. A segnalare le difficoltà per la tenuta dell'intera filiera è Assitol, che sottolinea l'urgenza di ritrovare unità e dialogo tra tutti gli operatori coinvolti.

Oltre ai volumi della campagna, a preoccupare gli operatori è un quadro internazionale complesso. Come evidenziato da Dora Desantis, presidente del Gruppo olio d'oliva dell'associazione, non esistono soluzioni semplici per fronteggiare questa situazione e l'unico approccio efficace consiste nel fare squadra all'interno della filiera, puntando sulla valorizzazione dell'extra vergine italiano, un prodotto la cui conoscenza da parte del pubblico resta spesso superficiale.

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A complicare ulteriormente lo scenario contribuiscono fattori esterni. Le imprese devono fare i conti con i rincari energetici, l'aumento dei costi degli imballaggi e le difficoltà nella gestione della logistica per l'export, aggravate dai conflitti globali. A ciò si aggiunge una forte pressione burocratica, resa più gravosa dall'introduzione del Documento di accompagnamento elettronico olivicolo.

La misura impone la registrazione di ogni singola operazione entro tre giorni, nel pieno del periodo di massimo carico lavorativo per frantoi e aziende. Con una tracciabilità dell'origine già garantita dalla bolla elettronica, un limite così rigido rischia di provocare errori involontari legati alla fretta degli operatori.

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