Il 25 ottobre si è tenuta a Roma la 28ª World Pasta Day, un’occasione organizzata da Unione Italiana Food e dall’International Pasta Organisation (IPO) per celebrare l’alimentare simbolo della cucina italiana. L’evento ha riunito professionisti, chef e appassionati in una giornata dedicata alla pasta, dal suo ruolo storico alla sua evoluzione contemporanea.
Le indagini di mercato presentate durante la manifestazione hanno evidenziato che quasi il 90% degli italiani considera la pasta indispensabile per la cultura e l’identità gastronomica del Paese. Il 76,2% dei rispondenti associa la pasta a piacere ed emozione, mentre l’85,2% la vede come emblema di eccellenza del Made in Italy. Per il 43,4% la pasta rappresenta anche una soluzione al costo della vita grazie al suo prezzo accessibile.
Margherita Mastromauro, presidente dei Pastai Italiani di Unione Italiana Food, ha sottolineato che la pasta è “una questione di appartenenza e di identità nazionale”. Secondo le sue parole, le ricerche confermano che la pasta è un alleato prezioso per le famiglie italiane, soprattutto in un contesto di aumento dei costi della vita.
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Nel manifesto, che riassume le priorità del settore in 10 punti, si chiede un dialogo strutturato con le istituzioni, una collaborazione con il mondo agricolo per valorizzare il grano duro italiano e un ruolo centrale della ricerca per anticipare le esigenze future. L’obiettivo è far crescere e innovare il comparto della pasta per competere anche sui mercati internazionali.
Il prezzo della pasta ha registrato una diminuzione di quasi il 24% in due anni, rendendola ancora più accessibile. Questa evoluzione economica è stata accolta positivamente dalle famiglie italiane, che vedono nella pasta un alimento di base e di valore.
La World Pasta Day 2026 ha inoltre presentato un itinerario gastronomico con 18 piatti che raccontano la pasta italiana in 6 regioni. Dalle sfoglie ripiene in Piemonte ai ravioli di Lombardia, dalle fregole sarde a Torino alle tagliatelle all’ortica in Liguria, le ricette hanno mostrato come la pasta possa conservare la propria identità e aprirsi a nuove interpretazioni culinarie.
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