Il 30 ottobre 2026 il sindacato USB ha indetto uno sciopero generale in tutta Italia per protestare contro la carovita, la guerra e il riarmo. A Milano, circa 25 000 manifestanti hanno partecipato a due cortei che si sono fusi in piazzale Loreto, dove il gruppo ha proseguito lungo l’area centrale della città.
Il primo spezzone è partito da piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, mentre il secondo è iniziato da piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale. I due gruppi si sono incontrati intorno alle 10:30, attraversando via Piola, via Pacini e via Ampère, per poi proseguire in piazzale Loreto. Secondo i dati della questura, la partecipazione era di circa 25 000 persone, anche se gli organizzatori stimano 35 000‑50 000.
Il corteo ha attraversato l’area centrale, dove la strada è stata chiusa al traffico. In zona Stalingrado a Bologna, la polizia ha posto un cordone in tenuta antisommossa sotto la sede di Unipol. I manifestanti hanno sfondato il cordone e sono proseguiti lungo via Stalingrado, superando lo schieramento degli agenti.
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Il 30 ottobre ha visto anche la partecipazione di studenti universitari e collettivi studenteschi. Il corteo ha attraversato la tangenziale est, dove la polizia ha gestito il passaggio. Il gruppo ha chiuso il percorso con un discorso di protesta contro la guerra e la carovita, chiedendo un cambiamento delle politiche di sicurezza e di sostegno ai lavoratori.
Il movimento USB ha continuato a promuovere la mobilitazione in altre città italiane, tra cui Roma, dove un corteo USB ha attirato circa 10 000 partecipanti con il tema “Trent’anni di guerra ai salari”.