Sabato 24 ottobre Milano si apre sotto il segno della massima allerta. Il Movimento 17 ottobre, nato all'indomani dei disordini che una settimana fa hanno portato saccheggi e violenze in centro, ha convocato nuove proteste per il pomeriggio, adottando una strategia deliberatamente imprevedibile: i tre punti di concentramento verranno resi noti sui social soltanto alle 14:30, la meta finale alle 15:30, in contemporanea in tutte le città coinvolte — tra cui Roma, Bologna, Padova, Bari, Genova, Torino e Firenze.
Nel capoluogo lombardo 1.400 operatori tra polizia, carabinieri, polizia locale e 500 militari della Folgore, inviati con decreto governativo, hanno preso posizione. Già dalla mattinata pattuglie miste presidiano Piazza del Duomo e i principali scali ferroviari. A Porta Garibaldi operano una settantina tra poliziotti, carabinieri e militari; a Cadorna una cinquantina. Controlli a campione sui viaggiatori in arrivo dai treni suburbani, con attenzione particolare ai gruppi di ragazzi giovani, spesso fermati per l'identificazione.
La risposta dei commercianti non si è fatta attendere. Le vetrine del quadrilatero della moda, da Via Montenapoleone a Via della Spiga, sono state protette con pannelli di legno. La Rinascente di Piazza del Duomo ha deciso di abbassare le saracinesche alle 15, nonostante l'appello del sindaco Beppe Sala a tenere aperte le attività. Altri esercizi hanno scelto di non aprire affatto.
Parallelamente, la Digos ha eseguito oltre 150 perquisizioni tra Milano, Monza e una ventina di località, prevalentemente in Lombardia, delegate dalla procura milanese che indaga sui fatti del 17 e 18 ottobre. Tra i perquisiti figurano studenti universitari e liceali, per lo più minorenni e incensurati. L'operazione è scaturita dall'analisi del telefono di uno dei protagonisti degli scontri: in una chat WhatsApp circolavano messaggi con espliciti propositi di aggressione alle forze dell'ordine, sottrazione di armi, danneggiamento di autovetture di servizio e incendio di edifici pubblici.
Gli investigatori ritengono di aver individuato l'ideatore della pagina Instagram "Movimento 17 ottobre": Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione residente in provincia di Brescia. Secondo fonti investigative sarebbe un ricercatore dell'Ispi (Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa), attivista pro-Palestina e collaboratore freelance di testate online come Il Foglio e Il Fatto Quotidiano. Rintracciato nell'abitazione di un'amica, anch'essa attivista e giornalista, è stato condotto in Questura per essere interrogato. Sulle sue origini familiari le fonti divergono: alcune indicano ascendenze marocchine, altre palestinesi.
A Roma intanto è già partito da Piazza della Repubblica un corteo antimilitarista con slogan contro la Nato e il riarmo. Da Napoli, dove si trovava per un impegno istituzionale, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha assicurato: "Ci sarà molta fermezza nel reprimere i fenomeni che si sono rivelati così forti, complicati e violenti".
Leggi anche: Milano in stato d’assedio: migliaia di manifestanti, 2.900 identificazioni e arresti