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Morto Salvatore Ferrara, addio al professore di filosofia fondatore del Festival in Magna Grecia

Addio a Salvatore Ferrara, docente di storia e filosofia al liceo Di Giacomo di San Sebastiano al Vesuvio e fondatore del Festival della Filosofia in Magna…

Ritratto di Salvatore Ferrara, professore di filosofia e fondatore del Festival della Filosofia in Magna Grecia
In breve
  • Morto Salvatore Ferrara, storico docente di storia e filosofia al liceo classico "Di Giacomo" di San Sebastiano al Vesuvio
  • Era tra i fondatori del Festival della Filosofia in Magna Grecia
  • Conosciuto come "filosofo dell'empatia" per un insegnamento centrato sul cuore e sulla libertà di pensiero
  • Cordoglio diffuso nella comunità scolastica e culturale, con tributi che ne esaltano il ruolo di guida e formatore di pensiero autonomo

È morto Salvatore Ferrara, per decenni docente di storia e filosofia al liceo classico "Di Giacomo" di San Sebastiano al Vesuvio e tra i fondatori del Festival della Filosofia in Magna Grecia. La notizia ha suscitato profondo cordoglio nella comunità scolastica e culturale, dove era riconosciuto come una figura di riferimento per la capacità di rendere il pensiero filosofico accessibile e vitale.

Ferrara era conosciuto come il "filosofo dell'empatia", un appellativo che ne sintetizza l'approccio pedagogico: insegnava ad "accarezzare i cuori", convinto che la filosofia non debba restare chiusa nei manuali ma farsi strumento per guardare il mondo, affrontare le paure e cercare la felicità. La sua lezione privilegiava la formazione di spiriti liberi, capaci di pensiero autonomo e di una partecipazione consapevole alla vita collettiva. "Ha insegnato, soprattutto, a pensare con la propria testa e a essere liberi", si legge nel toccante ricordo pubblicato sulle pagine social del liceo, che lo definisce "una guida, un porto sicuro, un porto di idee".

Tra i promotori del Festival della Filosofia in Magna Grecia, ha contribuito a portare la riflessione filosofica nelle piazze e negli spazi pubblici, coinvolgendo studenti, studiosi e cittadini in un dialogo aperto sul senso dell'esistere. L'eredità del suo impegno resta viva nell'esperienza del Festival e nel ricordo di quanti, tra i banchi o nelle platee, hanno incontrato nella sua voce un invito costante a pensare con la propria testa.

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