La Legge di Bilancio 2027 introduce un cambiamento sostanziale al meccanismo di rivalutazione delle pensioni. Il nuovo schema, basato su sei fasce, riduce l’adeguamento all’inflazione per gli assegni medio‑alti, con percentuali che variano dal 100 % al 35 % a seconda dell’importo.
Secondo le stime, i pensionati che percepiscono più di quattro volte il minimo INPS (2 447,40 € al mese) rappresentano il 45,9 % del totale. Per questa categoria l’adeguamento sarà limitato al 90 % fino a cinque volte il minimo, al 60 % oltre cinque volte e così via, fino al 35 % per gli importi superiori a dieci volte il minimo.
Il blocco della rivalutazione non comporta una riduzione nominale degli assegni, ma un mancato adeguamento pieno all’aumento del costo della vita. L’effetto si traduce in un risparmio netto per lo Stato di circa 2 miliardi di euro nel 2023, 4 miliardi all’anno tra il 2024 e il 2026 e oltre 54 miliardi di risparmio cumulato entro il 2036.
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Parallelamente alla revisione dell’adeguamento, la manovra stanzi a quasi un miliardo di euro un fondo dedicato all’uscita anticipata dal lavoro. Il provvedimento, che verrà definito a gennaio, non stabilisce immediatamente i requisiti né la platea dei beneficiari, lasciando aperta la possibilità di introdurre una nuova versione di Quota 100 con requisiti più agevolati.
Il bilancio prevede anche un incremento dei requisiti per la pensione di vecchiaia, con l’età minima che salirà di un mese nel 2027 e di altri due mesi nel 2028. La maggioranza del governo intende mantenere invariati i requisiti di pensione anticipata ordinaria e di Quota 103, limitando così l’impatto sulle categorie più vulnerabili.
Le modifiche alla rivalutazione e il fondo per l’uscita anticipata rappresentano una risposta alle crescenti pressioni sul bilancio, dove la spesa previdenziale è destinata a salire dal 352 miliardi del 2026 ai 367 miliardi del 2027, pari al 15,3 % del PIL. La scelta di limitare l’adeguamento all’inflazione è stata adottata per garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche senza introdurre nuovi oneri fiscali immediati.