Patrick Stewart è morto il 28 ottobre a Los Angeles, all'età di 86 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso l'account Instagram ufficiale, precisando che l'attore era affetto da Alzheimer e da demenza a corpi di Lewy e che si è spento in casa, assistito dalla moglie Sunny Ozell e circondato dall'affetto di familiari e amici, tra musica, preghiere, lacrime e risate, come confermato dalla storica portavoce Kelly Bush Novak.
Una vita sul palcoscenico
Nato il 13 luglio 1940 a Mirfield, nello Yorkshire, in una famiglia operaia segnata dall'alcolismo del padre e dalle violenze sulla madre, Stewart trovò nel teatro un rifugio. A quindici anni lavorava come cronista per un quotidiano locale, scrivendo necrologi; il direttore gli impose di scegliere tra recitare e scrivere e lui, per dispetto, si licenziò per dedicarsi alla scena. Una borsa di studio lo portò alla Bristol Old Vic Theatre School e nel 1966 entrò nella Royal Shakespeare Company, dove rimase per quattordici anni interpretando i grandi ruoli del repertorio shakespeariano e partecipando a produzioni televisive come I, Claudius. In teatro vinse due Laurence Olivier Awards e un Grammy, ottenne quattro candidature agli Emmy e una al Tony per Macbeth nel 2008. Nel 2010 la regina Elisabetta II lo nominò cavaliere per i servizi al teatro.
L'eredità di Picard e Xavier
La svolta internazionale arrivò nel 1987, quando Gene Roddenberry lo scelse per interpretare il capitano Jean‑Luc Picard in Star Trek: The Next Generation. Roddenberry inizialmente non voleva un britannico calvo al comando dell'Enterprise, e lo stesso Stewart era convinto che la serie sarebbe durata una sola stagione. Invece ne seguirono sette, quattro film cinematografici — Generazioni, Primo contatto, L'insurrezione e La nemesi — e, nel 2020, il ritorno nel ruolo nella serie Star Trek: Picard, andata in onda per tre stagioni fino al 2023.
Parallelamente, dal 2000 diede il volto al professor Charles Xavier in X‑Men, affiancando il Magneto di Ian McKellen in una delle coppie più celebri del cinema di supereroi. Riprese il personaggio in diversi capitoli del franchise, consolidando un'icona che univa autorità morale e compassione. Sul grande schermo aveva lavorato anche con John Boorman in Excalibur (1981) e con David Lynch in Dune (1984).
Durante il lockdown del 2020 lesse un sonetto di Shakespeare al giorno davanti alla telecamera, completando l'intero canone dei 154 sonetti, testimonianza del suo legame indissolubile con il teatro classico. Dietro l'aria austera e la voce baritonale nascondeva una pungente ironia, ricordata anche per la sua apparizione accanto a Cindy Crawford nel 1992.
Stewart era noto per il suo impegno a favore dei diritti umani, dei rifugiati, dei veterani e della tutela degli animali. In memoria, i familiari hanno chiesto di devolvere donazioni alla ricerca sull'Alzheimer del Johns Hopkins Alzheimer's Disease Research Center e ai programmi di sostegno dell'Alzheimer's Foundation of America.