Soi Sim, l’isola paradisiaca nella baia di Ha Long in Vietnam, sta per tornare ad accogliere i turisti dopo sei anni di chiusura. L’arenile, recentemente inserito tra le 100 spiagge più belle del mondo, ha appena concluso i lavori di ristrutturazione: migliaia di metri cubi di sabbia sono stati trasportati sull’isola per rigenerare la battigia, mentre infrastrutture e servizi sono stati completamente ripristinati. La riapertura, prevista per novembre, segna il ritorno di una destinazione che, con le sue acque turchesi e la vegetazione lussureggiante, incanta chi la visita.
Non lontano da lì, in Italia, il turismo balneare sta vivendo una trasformazione radicale. A Bacoli, in Campania, il Consiglio comunale ha approvato un piano che rivoluziona la gestione delle spiagge: il 92% degli arenili tra Miseno e Punta Sarparella sarà libero, con il 60% attrezzato ma accessibile a tutti. Il sindaco Josi Gerardo Della Ragione ha definito la decisione una «rivoluzione», sottolineando la fine di decenni di abusi e privazioni. Il provvedimento, che prevede bandi pubblici trasparenti e l’introduzione del salario minimo per i lavoratori del settore, mira a garantire diritti ai bagnanti e a contrastare il lavoro nero. Le procedure di gara per le concessioni demaniali sono già in corso, con scadenze fissate al 30 settembre 2027.
La mossa di Bacoli non è isolata. A Pesaro, il Comune e l’associazione Marche a Rifiuti Zero hanno recentemente premiato gli stabilimenti balneari che hanno adottato pratiche sostenibili nell’ambito del progetto Ambiente Bene Comune. Tra le misure adottate: eliminazione delle stoviglie usa e getta, distribuzione di acqua alla spina e potenziamento della raccolta differenziata. L’iniziativa, avviata nel 2024, ha visto crescere l’adesione delle imprese e si è estesa anche alla collaborazione con l’Azienda sanitaria e la polizia municipale. Un altro fronte aperto è quello del divieto di fumo sulle spiagge, disciplinato da un’ordinanza comunale: nel 98% degli stabilimenti visitati, le aree dedicate ai fumatori sono organizzate correttamente.
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Non tutte le notizie sulle coste sono positive. A Gabicce Mare, in provincia di Pesaro, è stato rinvenuto un delfino in avanzato stato di decomposizione. La carcassa, scoperta da bagnanti, è stata segnalata alla Capitaneria di Porto. Secondo i dati della Fondazione Cetacea, nel tratto di costa tra Goro e San Benedetto del Tronto si registrano annualmente tra le 20 e le 25 segnalazioni di cetacei spiaggiati. Le cause principali delle morti sono le reti da pesca, gli impatti con le imbarcazioni e le malattie virali, come il morbillivirus. L’associazione evidenzia come la riduzione delle risorse alimentari in mare costringa i delfini a spostamenti sempre più lunghi, aumentando i rischi. Per proteggere la popolazione, che conta circa 4mila esemplari nell’Adriatico, viene richiesta l’istituzione di aree marine protette, come quella proposta davanti a San Bartolo.
Un episodio drammatico ha coinvolto una coppia di neofidanzati in Irlanda, dove l’alta marea li ha intrappolati sugli scogli di Keel Beach, nell’isola di Achill. Dopo una passeggiata romantica lungo la costa, i due si erano spinti troppo lontano, raggiungendo una zona rocciosa ai piedi delle scogliere. La marea, salita rapidamente, ha tagliato loro la strada del ritorno. Le condizioni meteorologiche avverse hanno reso impossibile il recupero via terra o via mare, fino all’intervento della Guardia Costiera irlandese. Una squadra specializzata si è calata per quasi 150 metri sulle scogliere per riportarli in salvo, mentre i soccorritori hanno dovuto percorrere a piedi oltre un chilometro per raggiungere un’ambulanza. L’operazione, durata sette ore, ha evidenziato i pericoli insiti anche nelle passeggiate apparentemente innocue lungo le coste.
Mentre alcune località si preparano ad accogliere i turisti con nuove regole e infrastrutture, altre affrontano sfide legate alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza. Soi Sim, con la sua riapertura, rappresenta un simbolo di rinascita dopo anni di abbandono, mentre in Italia si moltiplicano gli esempi di amministrazioni che puntano a riconquistare il mare per i cittadini. Bacoli, con il suo piano per le spiagge libere, e Pesaro, con le iniziative di sostenibilità, dimostrano come sia possibile conciliare turismo e rispetto dell’ecosistema. Ma non mancano i segnali di allarme: dall’ennesimo delfino spiaggiato ai pericoli legati alle condizioni meteo, le coste richiedono maggiore attenzione e consapevolezza.
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