Alla 83ª edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, il regista Paolo Strippoli presenta in concorso il suo nuovo film, L'estranea, un horror psicologico che mescola dramma familiare e elementi paranormali. Il film, co-sceneggiato con Salvatore De Chirico, vede protagonista Anna, interpretata da Jasmine Trinca, una donna di Bari che, dopo vent'anni, rivela alla figlia adulta Alice un patto oscuro stipulato con una misteriosa figura, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi, per evitare una serie di disgrazie. Strippoli ha descritto il lavoro come nato dalla sua paura più profonda: quella di perdere il controllo, un sentimento che lo ha spinto a diventare regista per ritrovare l'illusione di plasmare la realtà.
In concorso torna anche il maestro giapponese Hirokazu Kore-eda con Look Back, adattamento in 35mm del manga cult di Tatsuki Fujimoto. Il film racconta l'amicizia simbiotica tra due bambine molto diverse: una estroversa e curiosa, l'altra timida e ansiosa, unite dal sogno di diventare autrici di manga. Kore-eda ha spiegato di aver scoperto il manga nel 2021, durante la pandemia, un periodo di fermo e depressione personale, e di aver trovato nella lettura una spinta ad andare avanti. Il film, già candidato ai principali premi, punta sulla potenza visiva delle immagini per esplorare fiducia, creazione e il trauma che può scuoterle.
Ellen Burstyn, premio Oscar e classe 1932, ha ricevuto il secondo Leone d'oro alla carriera di questa edizione. L'attrice americana, visibilmente commossa, ha ringraziato per la standing ovation ricevuta in sala Grande, dove è stata introdotta da Maggie Gyllenhaal, che l'ha diretta nel corto Flesh Impact, proiettato dopo la premiazione. In conferenza stampa, Burstyn ha riflettuto sul cambiamento delle donne nel cinema: quando ha iniziato, non c'erano donne dietro la macchina da presa o nelle troupe, solo attrici. Grazie anche all'impegno di figure come Gloria Steinem, recentemente scomparsa, la situazione è lentamente migliorata, sebbene non si sia ancora raggiunta la parità.
In sezione Orizzonti, Riccardo Scamarcio presenta I figli della scimmia di Tommaso Landucci, in cui interpreta un padre amorevole di un bambino con disabilità, interpretato da Andrea Aggio. L'attore ha spiegato che il film non vuole focalizzarsi sulla disabilità come elemento preponderante, ma piuttosto sulla genitorialità, sulla paternità e sulla famiglia in generale, definendolo quasi un'educazione sentimentale di un padre che condivide esperienze sognate con il nipote adolescente, impossibili da vivere con il proprio figlio.