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Riccardo Scamarcio presenta a Venezia 'I figli della scimmia', opera prima di Tommaso Landucci

Riccardo Scamarcio presenta a Venezia il film 'I figli della scimmia', dove interpreta un padre alle prese con la disabilità del figlio e il rapporto con il

Riccardo Scamarcio presenta il film I figli della scimmia alla Mostra del Cinema di Venezia

Alla Mostra internazionale del cinema di Venezia, Riccardo Scamarcio ha presentato in concorso nella sezione Orizzonti il film 'I figli della scimmia', opera prima di Tommaso Landucci, in sala dal 17 settembre con Medusa. L'attore interpreta Dario, padre di Enrico, un bambino con disabilità interpretato da Andrea Aggio, con cui condivide un rapporto di profonda cura e attenzione. Scamarcio è inoltre coproduttore del film tramite la sua casa di produzione Lebowski, accanto a Lungta Film e Mosaicon Film, con la partecipazione di HBO Max in collaborazione con Rai Cinema.

Parallelamente, Dario instaura un legame speciale con il figlio adolescente di suo fratello, Giacomo, interpretato da Tancredi Naldini, trasmettendogli le passioni che non può vivere con il figlio, come quella per la moto. Secondo Scamarcio, questa dinamica diventa una proiezione di sogni inespressi che entra sempre più nella vita familiare.

L'attore ha sottolineato come il film riesca a trattare temi delicati come la disabilità e la genitorialità senza cadere nella retorica, grazie a una struttura leggera e a un ensemble di attori ben equilibrato. Ha descritto il suo personaggio come solare e spericolato, in contrapposizione al fratello più morigerato, definendo Dario una figura complessa, lontana dallo stereotipo di vittima o carnefice.

Scamarcio ha raccontato di essersi identificato profondamente nel ruolo, soprattutto nella spericolatezza del personaggio, e di aver portato con sé delle scorie emotive dopo le riprese. Ha ricordato l'incontro con Andrea Aggio, affetto da paralisi cerebrale infantile ma totalmente cognitivo, che lo ha accolto a casa guidando la sua sedia a rotelle con il piede sinistro e condividendo con lui un film su Netflix già visto 18 volte dai familiari.

L'attore ha evidenziato il bisogno di contatto fisico di Andrea, che ha rispecchiato la sua stessa natura tattile, permettendo la nascita di un rapporto di complicità sul set. Ha definito Andrea un partner di lavoro fantastico, sottolineando quanto l'esperienza abbia lasciato un segno emotivo duraturo.

Tommaso Landucci ha spiegato che l'incontro con Andrea è stato fondamentale per costruire il tono del film, poiché la consapevolezza e l'autonomia del ragazzo hanno arricchito il personaggio di gesti tratti dalla vita reale. Il film, vincitore del premio Solinas nel 2021, vede nel cast anche Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Luigi Diberti e James Ivory come produttore esecutivo.