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Kerry Brown: l'Europa deve negoziare meglio lo scambio tecnologico con la Cina

Il professore del Lau China Institute chiede un riequilibrio degli scambi tecnologici tra Europa e Cina, con contropartite uguali per il know-how trasferito

Kerry Brown parla di relazioni tra Europa e Cina durante un intervento accademico

Il professore di studi cinesi Kerry Brown, direttore del Lau China Institute al King’s College di Londra, ha affermato che l’Europa avrebbe tutto da guadagnare da un rafforzamento dei legami con la Cina, a patto di rivedere gli attuali equilibri nello scambio di tecnologia e ricerca.

Secondo Brown, l’Unione europea ha già trasferito conoscenze tecnologiche significative alla Cina nel corso degli anni, senza però ottenere un adeguato controvalore in ritorno. Questo squilibrio, sostiene l’esperto, va corretto attraverso negoziati più strategici e mirati.

L’infrastruttura per una collaborazione più profonda esiste già, ha spiegato il professore, ma manca la volontà politica di trattare lo scambio non come un semplice flusso unidirezionale, bensì come un rapporto da regolare con reciproci vantaggi.

Brown ha sottolineato che Pechino persegue obiettivi chiari di autosufficienza tecnologica e leadership globale in settori chiave, dall’intelligenza artificiale alle energie rinnovabili. L’Europa, invece, spesso agisce in ordine sparso, perdendo occasioni di coordinamento strategico.

Per colmare questo gap, servirebbe istituire canali di dialogo strutturati e continui tra Bruxelles e Pechino, capaci di andare oltre le tensioni politiche e concentrarsi su interessi concreti di ricerca, innovazione e sviluppo industriale.

L’esperto ha evitato di entrare nel merito delle questioni geopolitiche più spinose, concentrandosi invece sul potenziale pratico di una cooperazione più equilibrata, che potrebbe beneficiare sia le imprese europee sia quelle cinesi, a condizione di rispettare regole trasparenti e reciproche.

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