Il voto in Sassonia che ha visto l'affermazione dell'AfD ha suscitato una reazione unanime tra le opposizioni italiane, che lo interpretano come un campanello d'allarme per l'intero continente europeo. Secondo il Partito Democratico, il risultato ha aperto una crepa insanabile nella maggioranza politica tedesca, favorevole a forze sempre più estremiste.
Alle stesse conclusioni arriva Alleanza Verdi e Sinistra, che legge nel successo dell'estrema destra tedesca il riflesso di una profonda crisi economica e sociale che sta attraversando l'Europa. Per il partito, ignorare questi segnali sarebbe un errore fatale per la tenuta democratica.
Anche Azione punta il dito contro il deterioramento del progetto europeo, sostenendo che l'Ue stia andando in pezzi paese per paese. Il partito avverte che senza un rilancio deciso verso una maggiore integrazione, si rischia di perdere ciò che è stato costruito dalle generazioni precedenti, lasciando poco o niente alle future.
Dal canto suo, il Movimento 5 Stelle, attraverso le parole del suo leader Giuseppe Conte, esprime particolare preoccupazione per le proposte dell'AfD sull'istruzione. Conte riferisce di aver incontrato associazioni che tutelano i diritti delle persone con disabilità e di aver appreso delle intenzioni del partito tedesco di introdurre classi separate per studenti con disabilità, definendola una forma di segregazione inaccettabile.
Conte attacca inoltre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusandola di aver contribuito al riarmo europeo e di trovarsi ora di fronte a un'AfD che rivendica il controllo di una superpotenza militare. Secondo il leader M5S, questa dinamica aumenta i rischi per la stabilità del continente.
Infine, Italia viva condivide l'allarme, sostenendo che la democrazia in Europa non sia mai stata così a rischio dal secondo dopoguerra. Il partito chiede al governo italiano di prendere una posizione chiara, in particolare invitando la premier a condannare pubblicamente gli atteggiamenti di esultanza osservati in alcuni esponenti della Lega dopo il voto in Germania.