The Seattle Times e Newsday hanno depositato una denuncia contro OpenAI e Microsoft, accusando le due società di aver utilizzato senza autorizzazione materiale giornalistico protetto da copyright per addestrare i propri sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Secondo i querelanti, le aziende avrebbero eseguito una raccolta sistematica di articoli mediante tecniche di scraping, progettate per estrarre grandi quantità di dati dai siti web e aggirare i paywall. Tale pratica, sostengono gli editori, sottrae traffico e introiti pubblicitari digitali alle testate, offrendo agli utenti risposte sintetiche generate artificialmente come alternativa alla consultazione diretta delle notizie.
Nella denuncia, gli strumenti di intelligenza artificiale generativa vengono definiti "un serpente che si morde la coda", poiché sfruttano i contenuti giornalistici originari compromettendo al contempo le fonti di finanziamento di chi produce quelle notizie.
Il testo dell'azione legale segnala inoltre la diffusione di informazioni errate attribuite falsamente alle testate a causa delle cosiddette allucinazioni dei modelli, oltre alla presunta rimozione delle informazioni di gestione del copyright dai contenuti originali.
Il procedimento si inserisce in un contesto di cause analoghe negli Stati Uniti, dove diverse realtà dell'informazione hanno optato per accordi di licenza commerciale per l'utilizzo autorizzato dei propri archivi editoriali.
La denuncia arriva a pochi giorni dalla presa di posizione pubblica di Donald Trump, schieratosi a favore di OpenAI nella battaglia legale contro il New York Times, sostenendo che limitare l'addestramento dell'IA ostacola il progresso tecnologico e frena gli Stati Uniti.