La Regione Veneto sta mettendo a punto una misura per contrastare le aggressioni ai danni del personale sanitario. L'iniziativa, promossa dal presidente Alberto Stefani, mira a escludere chi si rende protagonista di episodi di violenza all'interno degli ospedali dall'accesso a bonus e finanziamenti regionali.
Il provvedimento prevede l'inserimento di una clausola specifica nei bandi: la fedina comportamentale diventerebbe un requisito necessario per beneficiare dei contributi. La ratio è legata alla tutela del servizio sanitario, inteso come bene collettivo: chi ostacola il lavoro degli operatori lede un diritto fondamentale della comunità e, secondo l'amministrazione, non dovrebbe poter accedere ai benefici erogati dall'ente.
Il raggio d'azione della norma coprirebbe diverse tipologie di incentivi individuali, tra cui quelli per la mobilità sostenibile, le attività sportive, culturali e ricreative, oltre a contributi destinati a partite Iva e imprese. Restano invece esclusi dal perimetro del provvedimento i sostegni legati a bisogni essenziali o quelli che producono effetti benefici su terzi, come nel caso dei bonus per gli asili nido.
L'amministrazione regionale non esclude di portare il progetto oltre i confini locali, valutando la possibilità di trasformare l'iniziativa in una proposta di legge da sottoporre al vaglio del Parlamento per un intervento a livello nazionale.