Nel cuore dell'altopiano del Qinghai-Tibet, tra i monti Hengduan, cresce una pianta dai fiori delicati che nasconde una sorpresa: è carnivora. Si tratta della Saxifraga candelabrum, specie nota da tempo, ora confermata come predatrice di piccoli insetti grazie a uno studio guidato da Tao Deng dell'Accademia delle Scienze Cinese di Kunming.
Già nel 1875 Charles Darwin aveva osservato le minuscole escrescenze ghiandolari della pianta, su cui si formano gocce vischiose capaci di intrappolare moscerini. Aveva ipotizzato che quelle strutture potessero servire alla nutrizione, ma per oltre un secolo la prova mancava. Ora, grazie a marcatori isotopici che hanno tracciato il passaggio di azoto dagli insetti ai tessuti vegetali, i ricercatori hanno dimostrato in modo chiaro che la pianta assimila effettivamente i nutrienti dalle sue prede.
Ulteriori analisi biochimiche hanno rivelato la presenza di un enzima digestivo prodotto dalle stesse ghiandole, specifico per la rottura delle proteine animali. La strategia è selettiva: efficace contro ditteri minuti come i moscerini, ma innocua per insetti più grandi come api e mosche, che continuano a visitare i fiori senza rischio, garantendo l'impollinazione.
La scoperta, pubblicata su Nature Communications, chiude così un lungo dibattito, mostrando come una pianta apparentemente innocua abbia evoluto un meccanismo sofisticato per integrare la sua dieta in ambienti poveri di nutrienti.