Almeno 14 persone sono state bersaglio di sofisticati spyware in Serbia dall'inizio del 2026, secondo quanto accertato dalla fondazione per i diritti digitali SHARE Foundation con sede a Belgrado. Le vittime includono attivisti del movimento studentesco, un deputato d'opposizione e un consigliere locale, tutti colpiti in prossimità delle elezioni locali di marzo e in vista del voto parlamentare anticipato.
L'indagine è partita dopo che dodici persone hanno contattato SHARE ad agosto, allarmate dalle notifiche di sicurezza di Apple che avvisavano di possibili infezioni da spyware mercenari. Gli esperti, lavorando assieme al Citizen Lab e ad Amnesty International, hanno trovato sui telefoni delle vittime una versione aggiornata dello spyware domestico NoviSpy, già noto da precedenti indagini, e per la prima volta un'infezione confermata da Pegasus, il malware sviluppato dal gruppo israeliano NSO Group.
L'analisi tecnica ha rivelato tracce di un attacco zero-click tramite iMessage avvenuto tra dicembre 2025 e gennaio 2026. Questo tipo di infezione permette l'accesso completo al dispositivo senza alcun intervento dell'utente: messaggi, foto, chiamate, nonché l'attivazione nascosta di microfono e fotocamera.
SHARE Foundation ha definito questa ondata la più ampia mai documentata in Serbia finora, sottolineando come si inserisca in un pattern di uso politico della sorveglianza tecnologica. Gli episodi avvenuti attorno alle elezioni locali di marzo avevano già suscitato preoccupazione, ma il coinvolgimento di Pegasus segna un salto di qualità nelle capacità invasive attribuite alle autorità.
Il governo serbo non ha risposto formalmente alle accuse, mentre le organizzazioni per i diritti digitali chiedono un'indagine internazionale e la sospensione immediata dell'uso di tali strumenti contro cittadini e attivisti.