Il capolavoro di Gustav Klimt, la Giuditta II del 1909, torna a Mestre a dieci anni dalla sua prima esposizione in terraferma. L'opera, solitamente custodita presso la Galleria internazionale d'arte moderna di Ca' Pesaro a Venezia, sarà il fulcro di una nuova mostra ospitata al Muvec, la Casa della contemporaneità dei Musei Civici situata all'interno del Centro culturale Candiani.
L'esposizione, intitolata Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell'arte contemporanea, aprirà al pubblico il 26 settembre e rimarrà visitabile fino al 14 febbraio 2027. Per l'occasione, è stato progettato un allestimento dedicato che valorizzerà il ruolo centrale del dipinto, punto di partenza di un percorso narrativo che attraversa le trasformazioni della figura umana nel Novecento, dalla Secessione viennese fino alle avanguardie degli anni Sessanta e Settanta e alla Body Art.
Curata da Elisabetta Barisoni, la mostra rappresenta il primo grande evento di respiro internazionale per il Muvec. Il percorso espositivo riunisce 47 opere tra dipinti, sculture, disegni e fotografie, arricchite da prestiti provenienti da prestigiose istituzioni, tra cui il Museo Nacional Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Leopold Museum di Vienna, lo Szépművészeti Múzeum di Budapest e il Getty Research Institute di Los Angeles, oltre a collaborazioni con le Gallerie dell'Accademia di Venezia e la Fondazione Piero Manzoni.
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L'iniziativa segna un momento significativo per la programmazione culturale di Mestre. Il ritorno dell'opera di Klimt testimonia la crescita del sistema museale locale e l'avvio del nuovo Distretto della Cultura, un progetto volto a creare una rete sinergica tra teatri, biblioteche e spazi espositivi per favorire una fruizione integrata del patrimonio artistico cittadino.