Una ricerca prospettica condotta su oltre 458mila partecipanti della UK Biobank ha messo in evidenza un'associazione significativa tra sarcopenia — la perdita progressiva di massa e forza muscolare — e una maggiore vulnerabilità alle malattie infettive. Lo studio, pubblicato su MedScience e ripreso dal Washington Post, ha monitorato i soggetti per un periodo mediano di 12,5 anni, classificandoli in base alle caratteristiche muscolari.
Rispetto a chi non presentava segni di sarcopenia, le persone con una forma probabile mostravano un rischio di sviluppare infezioni superiore del 18 per cento. Nei casi di sarcopenia confermata l'incremento saliva al 34 per cento. L'associazione reggeva anche quando si consideravano separatamente la forza della presa e la massa muscolare, suggerendo che entrambi i parametri portano informazioni indipendenti.
Il legame risultava particolarmente marcato per le infezioni respiratorie e per la sepsi, la risposta estrema e potenzialmente letale dell'organismo a un'infezione, mentre appariva presente anche per le infezioni urinarie e cutanee. Un dato controintuitivo emergeva analizzando l'età: tra i partecipanti più giovani colpiti da sarcopenia, il rischio relativo di infezione risultava persino più elevato rispetto a quello rilevato negli anziani con la medesima condizione.
Gli autori sottolineano che i risultati non implicano una relazione causale diretta: muscoli più grandi non fungono da scudo contro virus o batteri. La perdita muscolare precoce agirebbe piuttosto come un indicatore, una «spia accesa sul cruscotto» che segnala come fattori come sedentarietà, nutrizione insufficiente, fragilità, malattie croniche o infiammazione persistente possano avere già eroso le riserve fisiologiche dell'organismo.
Una spiegazione biologica plausibile risiede nella natura del muscolo scheletrico, tessuto metabolicamente ed endocrinamente attivo capace di produrre miochine, molecole che dialogano con il sistema immunitario e partecipano alla regolazione dell'infiammazione. Nello studio, alcuni marcatori infiammatori spiegavano almeno in parte l'associazione osservata, inserendosi nel solco delle ricerche sull'immunosenescenza, il rimodellamento delle difese immunitarie legato all'invecchiamento.
La sarcopenia potrebbe configurarsi come conseguenza di problemi preesistenti, indicatore di una fragilità più generale o elemento degli stessi meccanismi che accompagnano una maggiore vulnerabilità. La natura osservazionale della ricerca, la misurazione unica della sarcopenia e l'impossibilità di isolare tutti i fattori confondenti impongono cautela: non è stato dimostrato che aumentare massa o forza muscolare riduca direttamente il numero delle infezioni.
Il segnale, tuttavia, non è isolato. Nel 2025 un'altra analisi della UK Biobank su oltre 243mila persone aveva già associato la sarcopenia a un rischio più elevato di ricovero per infezioni. Le attuali definizioni europee assegnano alla forza muscolare un ruolo centrale nella diagnosi, non più solo alla quantità di muscolo. Allenamento contro resistenza, attività fisica e nutrizione adeguata restano strumenti fondamentali per preservare la funzione con l'età; trasformarli in una promessa di protezione immunitaria sarebbe però prematuro.